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giovedì 30 agosto 2012

RENATO PIEDE - "3"




I "cartoni", come vengono definite queste serie di opere intitolate con numeri progressivi dall'1 al 15
, testimoniano il cambiamento che l'artista veneto ha fatto nella sua maturità artistica, passando da una paesaggistica "novecentesca" ad un'arte povera informale. L'opera "3" rappresenta al meglio l'adesione ad un arte più concreta, meno manieristica e più fisica. Renato utilizza dei supporti in cartone, probabilmente ricavati da scatole, per allontanarsi dalla più formale tela bianca, e usa il gesso, il più umile e fuggente dei mezzi artistici, per urlare a piena voce la frivolezza e istintività dell'arte contemporanea. Istinto è la chiave per aprire quest'opera. Non impressione, ma istinto del colore, della materia e delle azioni. L'istinto spinge verso azioni naturali, veloci e concrete. Da qui un tratto rivolto verso un punto di fuga lontano e sempre lineare. La linea curva è frutto di ragionamento, di pensiero, la linea dritta è puro istinto. Il primo disegno in assoluto di un bambino è una serie di linee dritte. Il bambino, come Renato, agisce, è azione e istinto. Unica testimonianza dell'ordine e della ragione sono le linee verticali parallele che trapelano dalle nervature della superficie pittorica. Una testimonianza involontaria dominata dal disordine, dall'azione e dall'istinto.